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Rivista italiana di ricerca, formazione psicopedagogica e gestione dei conflitti, diretta dal pedagogista Daniele Novara

La rivista Conflitti è realizzata con lo scopo di aiutare i lettori a decodificare quello che succede nel mondo dell’educazione mettendo l’accento sulle competenze nella gestione dei conflitti in ambito pedagogico ed educativo.

Offre griglie di lettura, strumenti di lavoro, segnalazioni, incontri ed esperienze possibili.

Le rubriche sono curate da esperti e docenti autorevoli riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

Come rubriche fisse abbiamo:

Copertina Conflitti n.1
La copertina del primo numero di Conflitti, settembre 2002.

Gli iscritti alla newsletter possono accedere gratuitamente ai numeri pubblicati in pdf.

In ogni numero vi è un Dossier di approfondimento su tematiche collegate al lavoro dell’Istituto CPP.

Ci sono sempre le pagine dedicate a film e libri con le recensioni pedagogiche.

Ogni numero contiene un approfondimento sul metodo Litigare Bene di Daniele Novara e vari articoli con uno sguardo sul mondo e un occhio vigile sulle proposte innovative in ambito pedagogico ed educativo.

Non mancano strumenti di lavoro e aggiornamento, segnalazioni, incontri, possibilità formative per insegnanti, educatori, counselor, formatori e chiunque si appassioni di educazione.

Dedichiamo sempre una sezione ai genitori: vogliamo essere con loro e sostenerli nel loro impegnativo, affascinante compito.

La redazione è diretta da Daniele Novara,

Il cuore della rivista resta sempre la ricerca e la formazione psicopedagogica.

Direttore responsabile
Daniele Novara

Comitato di redazione
Matteo Bernardelli, Lorella Boccalini, Alessandro Cafieri, Daniele Novara, Elena Passerini, Pierangelo Pedani, Claudio Riva, Marta Versiglia, Barbara Scarioni, Laura Petrini, Emanuela Cusimano, Silvia Calvi, Alex Corlazzoli, Filippo Sani.

Comitato scientifico

Luciano Corradini, Duccio Demetrio, Anna Oliviero Ferraris, Gustavo Pietropolli Charmet, Fulvio Scaparro, Francesco Tonucci, Silvia Vegetti Finzi, Michele Zappella.

Dal 2023 la rivista passa al formato digitale

È gratuita per tutti gli iscritti alla Newsletter CPP

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Causale: donazione per Conflitti

Per contatti: conflitti@cppp.it

20 anni
di Conflitti

Presentazione di Daniele Novara

Conflitti nasce nel 2002 come rivista pedagogica specializzata sui problemi dell’apprendimento e sui processi di gestione della conflittualità, specie in ambito educativo. Promossa dal CPP, Centro Psicopedagogico per l’educazione (all’epoca “per la pace”) e la gestione dei conflitti, e diretta dal sottoscritto con il fondamentale aiuto di Paola Cosolo Marangon, dapprima come caporedattrice e poi come vicedirettrice, è risultata a tutti gli effetti la rivista che ha espresso i contenuti scientifici e culturali di un Istituto che è cresciuto in importanza lungo i suoi 32 anni di vita dalla lontana fondazione nel 1989.

La rivista non è mai voluta essere un bollettino interno, ma sempre un luogo di comunicazione, di incontro, di ricerca e anche di dibattito.

Copertina Conflitti n.2-5, 2006

Conflitti n.2, anno 5 – 2006

Grande inchiesta, convegno e presa in carico di un problema spinoso che ha implementato il lavoro che facciamo anche con il counseling ai genitori. Abbiamo esplorato quelle che sono state chiamate le “Malattie dell’educazione” contro le certificazioni neuropsichiatriche.

Copertina Conflitti n.1-7, 2008

Conflitti n.1, anno 7 – 2008

Un problema ancora attuale, anzi, forse più complesso oggi di ieri. L’inchiesta sul lettone è stata solo un avvio di un tema che andrebbe sviscerato maggiormente ma che comunque ha saputo dare il “la” a tante riflessioni sullo sviluppo dei bambini e sul corretto atteggiamento genitoriale nell’aiutarli a sviluppare le proprie autonomie.

Ho riletto personalmente i primi numeri di 20 anni fa e, indubbiamente, lo spirito era molto diverso dai giorni nostri: si sperava in una rivoluzione educativa, in un passaggio genealogico e antropologico che ci portasse fuori dalle paludi dell’autoritarismo, della patriarcalità, della disciplina fine a sé stessa, di una scuola basata sulla triade lezione­-studio­interrogazione. Siamo nati con l’intenzione di seguire un flusso che sembrava andare nella direzione di un cambiamento sostanziale. 

Nulla di tutto questo si è avverato perché 20 anni fa mai ci saremmo immaginati una realtà odierna così refrattaria ai temi educativi, con un’attenzione all’infanzia e all’adolescenza ridotta davvero ai minimi termini.  In 20 anni, da rivista del settore siamo diventati rivista di resistenza nel settore. Dev’essere chiaro ai nostri lettori che non si tratta né di una scelta né di un problema di Conflitti, ma di un ambito che è stato messo alla porta, escluso, emarginato e discriminato rispetto ai più ampi flussi sociali, politici ed economici. Tuttavia, non ci consideriamo dei sopravvissuti. Al contrario ci sentiamo di essere i depositari di una necessità.

Nessuna società può crescere dimenticando l’importanza delle istituzioni che si occupano di apprendimento, del sostegno educativo ai genitori e alle famiglie, della valorizzazione dei più piccoli nell’appartenenza sociale.

Cosa constatiamo a distanza di 20 anni?

Pensiero critico, confronto e dibattito languono mentre,  complici i social, si diffonde la cultura del dileggio e dell’insulto nascosti dietro una tastiera o un profilo più o meno fake o anonimo. Il clima si alterna fra conformismo piatto e sgradevole, ad esempio sul digitale a scuola visto come panacea, e aggressività a prescindere, specie sui temi educativi percepiti come inutili e inefficaci. La vulgata narcisistica ci consegna il mondo “fai-­da-­te”, dove ognuno è principio e fine, inizio e conclusione di tutto, il mondo della permalosità e della suscettibilità dove i ragazzi e le ragazze cominciano a pensare che “se dici qualcosa che non mi piace o su cui non sono d’accordo, mi stai facendo violenza!”. 

A questa distopia ci opponiamo sollevando problemi e cercando risposte, semplicemente perché questo fa male, impoverisce i più piccoli, uccide le speranze condivise, ci confina tutti in un reale isolamento mentale ed emotivo. Il rischio di un lockdown psichico e volontario appare davvero molto forte.

Copertina Conflitti n.3-12, 2013

Conflitti n.3 / 2013

Il coraggio di provarci. A fare cosa? A chiedere la chiusura delle carceri minorili, per esempio. Un dibattito troppo poco acceso e spesso dimenticato.

Copertina Conflitti n.4-19, 2020

Conflitti n.4 / 2020

Pandemia, lockdown, DAD. Parole difficili che ci hanno chiesto di fare una riflessione sul loro significato. Cosa è successo? Cosa hanno vissuto i più piccoli con la scuola a distanza? Si può insegnare senza essere presenti? Un numero “epocale”.

Nel primo numero di Conflitti scrivevo che vogliamo essere una di quelle piazze dove la gente si incontra, discute, si infervora e fa domande. Soltanto l’incontro può salvarci.

La sicurezza di una città non è il coprifuoco, ma una strada ben popolata, dove una sorta di riconoscimento reciproco crea sicurezza; una piazza dove non mancano i conflitti, i dibattiti e le discussioni. Anzi, sono questi gli strumenti della sicurezza perché impediscono il rancore latente, il desiderio di vendetta, la voglia di risarcimento, tutto ciò che troviamo nel mondo di una virtualità dove “far sparire l’altro” è di una facilità banale, basta schiacciare un tasto. 

La vita reale offre occasioni diverse, noi vogliamo continuare con voi, grazie a voi e grazie al sostegno dei lettori, di chi crede e scommette su una riscossa educativa e generativa. O meglio, per dirla a modo nostro, maieutica. Possiamo farcela perché, come ci hanno tramandato gli Indiani d’America, “Il Pianeta ci è dato in prestito dai nostri figli” e quindi occorre esercitare questa re­sponsabilità non semplicemente per noi stessi, ma per garantirci un futuro. 

Durante il Convegno Nazionale CPP “Nessuno si educa da solo” (Piacenza, ottobre 2022) Paola Cosolo Marangon ha ripercorso i primi vent’anni della rivista Conflitti e ha ricevuto in regalo un quadro del grande artista William Xerra.

William Xerra

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