Che relazione c’è tra libertà e qualità delle relazioni tra le persone? E tra libertà, relazioni educative e le loro regole?
Quali sono le misure da usare in caso di conflitto, in famiglia, a scuola, nelle dinamiche sociali?
Quando educare significa soltanto dire “no”, imponendo divieti e punizioni, la libertà dei più giovani viene ridotta a una serie di limiti imposti dall’alto. In questo modo si rischia di insegnare l’omo padrone delle regole, non il soggetto libero di comprenderne il senso.
Educare alla libertà significa prendere sul serio il valore delle relazioni, comprendere i vincoli che rendono possibile la convivenza e saper distinguere tra costrizioni inutili e aspettative educative fondate. Significa chiedersi non soltanto cosa si può o non si può fare, ma perché quelle regole esistono, a quali bisogni rispondono e come aiutano bambini e ragazzi a costruire autonomia, rispetto e responsabilità.
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Perché ti serve
Comprendere la relazione tra libertà e regole è fondamentale per chi si occupa di educazione, perché educare non è imporre, ma favorire lo sviluppo di persone autonome e responsabili.
Per molti adulti, la questione educativa si riduce all’applicazione di divieti o alla punizione delle trasgressioni, senza una chiara riflessione sulla funzione delle regole stesse. Quando questo accade, i paletti diventano muri invece che ponti di significato, e la libertà è percepita come un pericolo anziché come una possibilità.
Questo corso ti permette di guardare alle regole con un nuovo sguardo: non come strumenti di controllo, ma come fondamenta di possibilità pratiche e relazionali.
Approfondire questa distinzione ti aiuta a diventare più consapevole del tuo ruolo educativo, a dare regole coerenti alle diverse età e a favorire una convivenza fondata sulla responsabilità piuttosto che sulla paura.
Ti è mai capitato di
Avere la sensazione che le regole imposte non migliorino davvero il comportamento? Molte volte limiti e divieti producono obbedienza superficiale, ma non cambiano il modo in cui i bambini comprendono il perché delle azioni. Nel corso scoprirai come formulare regole che non sono solo limiti esterni, ma strumenti che aiutano a orientarsi meglio nelle relazioni e nelle proprie decisioni.
Notare che i divieti producono più ribellione che responsabilità? La ribellione emerge quando il divieto non è accompagnato da una ragione che abbia senso per chi lo vive. Ti aiuteremo a capire come distinguere regola educativa da semplice proibizione, così da favorire l’autonomia senza confusioni o contrasti inutili.
Desiderare strumenti concreti per costruire regole educative sostenibili? Più che soluzioni generiche, servono modalità applicabili nella vita reale, in famiglia come a scuola. Vogliamo fornirti riflessioni e mappe concettuali che puoi mettere subito in pratica, aumentando la qualità educativa delle regole.
Provare difficoltà a spiegare ai bambini “perché questa regola esiste”? Non basta dire cosa fare o non fare: è importante rendere esplicito il perché. Il corso ti accompagna a costruire regole chiare e condivise, sostenendo la capacità dei più giovani di collegare la regola all’esperienza concreta e personale.
Le iscrizioni sono aperte.
Per informazioni: info@cppp.it oppure 0523498594 (dalle 9.00 alle 17.00 da lunedì a venerdì)
“Le regole per educare alla libertà” è riconosciuto dal MIUR come aggiornamento e formazione per insegnanti. È possibile iscriversi utilizzando anche la Carta del Docente.
Gli aspetti unici di questo corso
- Approccio esperienziale e trasformativo: non teoria da manuale, ma strumenti concreti da applicare nella vita reale.
- Riconoscimenti ufficiali: il corso è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, può essere utilizzata Carta del Docente e a fine corsovene rilasciato un attestato comprendente le ore di frequenza.
- Esperienza professionale e consolidata: basata su oltre 35 anni di ricerca e pratica.
- Approccio pedagogico: considera emozioni e conflitti come esperienze di crescita, non come problemi da eliminare.
- Strumenti applicabili subito: nei contesti educativi e familiari.
- Focus sulle differenze: tra regole e comandi, divieti, sanzioni, punizioni
- Costruzione di una mappa: per orientarsi nel confuso panorama delle odierne pratiche educative
Chi sono Elena Passerini e Laura Beltrami


Laura Beltrami è formatrice CPP dal 2005, segue progetti e supervisione in ambito pedagogico, consulenza ai genitori e crescita personale. Ha esperienza dibattito maieutico con gruppi di ragazzi adolescenti.
Lavora in diverse realtà del privato sociale. Ha esperienza di lavoro in contesti multiproblematici e complessi. Svolge attività laboratoriali nella scuola e di orientamento.
È autrice di diversi testi e pubblicazioni.
Destinatari
Questo corso si rivolge a insegnanti, educatori e genitori che desiderano comprendere a fondo il valore pedagogico delle regole.
È pensato per chi vuole superare la dicotomia tra libertà e disciplina, imparando a costruire regole che favoriscano autonomia, responsabilità e relazioni positive.
È adatto a chi si confronta quotidianamente con giovani in crescita e desidera interpretare i limiti non come imposizioni ma come strumenti educativi di orientamento e significato.
Struttura
Il corso è formato da 7 video-capitoli per un totale di 70 minuti
Indice:
- Introduzione
- Regole e punizioni
- Facciamo ordine il divieto
- Le caratteristiche della regola educativa
- Studio di caso “Non puoi guardare la TV”
- Ogni età ha la sua regola
- Coesione e conflitti
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Domande Frequenti
Una regola educativa è una cornice condivisa che offre orientamento e aiuto nell’agire.
A differenza del comando, che impone un comportamento, la regola invita alla responsabilità: spiega il motivo per cui una determinata azione è utile o necessaria dentro la relazione e il contesto.
Questo favorisce l’autonomia del bambino o del ragazzo nel prendere decisioni, piuttosto che l’obbedienza automatica.
Divieto e punizione hanno un effetto immediato ma spesso momentaneo, perché si basano sulla sanzione anziché sulla comprensione.
Una regola educativa, invece, porta con sé una motivazione chiara e significativa, generando senso e responsabilità. In questo modo, il comportamento non è regolato dalla paura della punizione, ma dalla capacità di comprendere l’impatto delle proprie azioni dentro la relazione.
Una regola educativa è chiara, condivisibile, adeguata all’età e al contesto, e spiegata in modo che chi è chiamato a rispettarla comprenda il perché.
Non si tratta di una formula fissa, ma di una pratica relazionale: si forma con l’ascolto, la negoziazione e la riflessione sugli effetti che quella regola produce.
Il mancato rispetto di una regola non va visto soltanto come trasgressione da punire, ma come indicazione di incomprensione, disagio o di un bisogno non ancora espresso.
In questi casi è utile rileggere insieme il significato della regola, comprendere cosa non è stato chiaro e trovare insieme modi per riconsiderarla.



