L’adolescenza e la sfida dei propri limiti

Come mai in adolescenza sembrano non esserci più limiti? La risposta si trova non solo nella fisiologia, ma anche nella spinta sociale e nelle ricompense.
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Immagine di un ragazzo in adolescenza che fa acrobazie con il monopattino

Ci sono ragazzi che si lanciano in bravate pericolose, tipo attraversare una strada di corsa scansando le macchine che arrivano nelle due direzioni, gareggiare col motorino alla massima velocità consentita dal mezzo, curve a U, brusche impennate e altre sfide ancora.

Il valore delle ricompense in adolescenza

Qualcuno attribuisce tanta incoscienza alla noia, qualcun altro a problemi in famiglia, altri ancora ci vedono lo sprezzo della morte. In tutti i casi ci sarebbe, legata all’immaturità, l’incapacità di prevedere i rischi.

Nessuna di queste spiegazioni fornisce un quadro completo delle motivazioni che portano a questi comportamenti. Secondo Betty J. Casey, studiosa del cervello degli adolescenti, i teenager sono imprudenti e sconsiderati non perché sottovalutano i rischi ma perché sopravvalutano le ricompense – per esempio «mostrare il proprio valore», «essere ammirati», «avere il consenso dei pari» – che da questi rischi possono derivare. Ma anche perché per loro le ricompense sono più gratificanti di quanto non lo siano per gli adulti. E infatti i centri della ricompensa del cervello in adolescenza sono molto più attivi, sia di quelli dei bambini sia di quelli degli adulti.

La spinta sociale in adolescenza

Pensiamo all’intensità delle emozioni collegate ai primi amori e all’entusiasmo che provano i ragazzi impegnati nei campionati sportivi. Ciò che gli adolescenti desiderano più ardentemente sono le ricompense sociali, specialmente il rispetto dei pari, importanti per la loro autostima. Per questo motivo, la presenza di un pubblico di coetanei li porta a esporsi maggiormente. D’altro canto, una delle condizioni più difficili da tollerare per un’adolescente è l’esclusione sociale.

L’ottica di un’adolescente è dunque diversa da quella di un adulto. Se un osservatore esterno può pensare che in situazioni di rischio elevato i ragazzi stiano giocando con la morte, gli adolescenti che adottano quelle condotte spiegano che non sono affatto alla ricerca della morte bensì della vita, spinti dal bisogno di stimoli gratificanti e sensazioni forti, dal desiderio di sfidare i propri limiti, di provare qualcosa di nuovo e anche, in ultima analisi, dal piacere di entrare in sintonia con gli amici e di sottrarsi alla tutela degli adulti.


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Cosa succede fisiologicamente in adolescenza

Detto in altri termini, le regioni del sistema limbico – quella parte del cervello che, oltre ad altri compiti, produce la sensazione gratificante e l’eccitazione che si prova quando si corrono dei rischi – sono particolarmente ipersensibili negli adolescenti, ovvero sono molto più attive quando essi corrono dei rischi di quanto non succeda
agli adulti. Al tempo stesso, il sistema della corteccia frontale, che ci impedisce di agire di impulso e inibisce la propensione al rischio, non è ancora matura. Continua infatti a svilupparsi nel corso dell’intera adolescenza e nei giovani adulti.

Ci sarebbe dunque, spiegano i neurofisiologi, un «disallineamento nell’età dello sviluppo» tra la maturità e l’operatività di questi due sistemi cerebrali, il che spiega perché gli adolescenti sono spinti a correre rischi ma non sempre riescono a fermarsi: una capacità, quest’ultima, che dipende dalla corteccia prefrontale, la quale
è ancora in fase di maturazione.

I consigli e la temperatura del momento

Non bisogna dunque rinunciare a mettere in guardia i giovani dai rischi che possono correre quando – stracolmi di energie, coraggiosi, desiderosi di affermarsi, di essere ammirati e di provarne il piacere – prestano attenzione più alle ricompense che ai pericoli. È bene anche considerare che in alcuni contesti i teenager sono più a rischio
che in altri a causa delle maggiori ricadute emotive.

Se a un ragazzo viene offerta dell’ecstasy mentre sta tornando da scuola, pensando a quello che dovrà fare una volta rientrato a casa è meno probabile che l’accetti rispetto a quando invece gli viene offerta durante una festa il sabato sera, in cui quasi tutti i suoi amici assumono la droga e l’atmosfera è eccitante.

Nel primo caso il contesto è «freddo» dal punto di vista emotivo, nel secondo caso, invece, è reso «caldo» dalla presenza dei coetanei i quali, come noto, hanno il potere di creare un clima emotivo che trascina.

Siamo tutti influenzati dagli altri ma gli adolescenti sono particolarmente suscettibili all’influenza sociale. Ciò significa che sono più esposti rispetto agli adulti a scelte pericolose in contesti che potremmo definire «caldi», per esempio quando sono in gruppo e sovraeccitati.

14 aprile 2025
Testo di Anna Oliverio Ferraris tratto dall’ultimo numero di “Conflitti

Immagine di un ragazzo in adolescenza che fa acrobazie con il monopattino

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