Per parlare del Conflict Corner e del Metodo Litigare Bene, parto da una frase: «Siete fortunate: i vostri alunni non vengono a lamentarsi perché litigano o si picchiano!» . Così, qualche giorno fa, un’insegnante supplente commentava il clima della pausa di ricreazione. Credo che ciò che avviene a scuola sia esito delle nostre scelte pedagogiche.
Dove si impara a Litigare Bene e a usare il Conflict Corner?
Già dal 2012 avevamo sentito l’esigenza di lavorare sulle abilità relazionali. L’anno scorso, circa quaranta docenti del nostro istituto comprensivo hanno partecipato al corso Litigare bene condotto da Maria Teresa Pepe, pedagogista dello staff CPP. Stiamo applicando le abilità maturate e le strategie operative suggerite e cominciamo a raccogliere feedback sia dagli alunni sia dalle famiglie.
Perché è utile il Conflict Corner
Nelle nostre scuole, nelle classi e negli spazi comuni come il corridoio e il giardino, sono stati creati i Conflict Corner. Dalla nostra esperienza, il setting del Conflict Corner è utile ed efficace sicuramente in presenza di conflitto, ma anche quando è «vuoto» perché la sua presenza parla:
- Rende visibile una possibilità di comunicazione e relazione, sia che vada tutto bene, sia che ci sia qualcosa da chiarire. I nostri alunni lo usano in modo spontaneo e, se sfruttano le sedute per confrontarsi, sono pronti a lasciare lo spazio libero a chi arriva e ha urgenza di risolvere un problema;
- Ricorda una strategia: dopo aver utilizzato personalmente l’angolo o essere stati testimoni di compagni che lo stavano usando, i bambini hanno interiorizzato il metodo e a volte dicono: «Non serve che ci sediamo, chiariamo anche qui», e lo fanno;
- Ricorda gli accordi raggiunti: gestire un conflitto in modo adeguato e paritario non è sempre facile; servono creatività e disponibilità. Quando i litiganti trovano da soli il loro accordo, questo diventa patrimonio condiviso: sono disegni o frasi consultabili da tutti, fonte di mutuo apprendimento.

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Come viene vissuto il conflict corner
Abbiamo imparato a ottenere il massimo dal nostro angolo, accogliendo diverse sfumature d’uso.
I bambini e le bambine si siedono in modo libero e spontaneo, chiedendo il permesso di «andare al Conflict» – come dicono loro – o lanciando uno sguardo di complicità; «sistemano le cose», e tornano a giocare o lavorare.
Può succedere che la questione si apra proprio durante un momento cruciale delle attività. Ormai sappiamo che, in questo caso, è inutile proseguire sul piano cognitivo, quando il cuore e il corpo hanno altre priorità.
In altri casi, siamo noi a suggerire il Conflict Corner: ne consentiamo il buon uso, lasciando poi che bambini e bambine si esprimano e decidano. Abbiamo osservato che si accorgono che il loro dissidio si può chiarire, a volte anche solo con un sorriso. In altri casi diamo noi l’indicazione precisa, quasi prescrittiva, di utilizzare l’angolo, perché si tratta di una questione «seria» o ripetuta, che ha bisogno di essere esplicitata con calma in modi condivisi.
Gli effetti positivi del Conflict Corner
Il clima della classe ne giova sempre e comunque, il tessuto relazionale si fa più sincero e ricco. Eventuali problemi di comportamento vengono contenuti perché trovano risposta non solo nell’intervento dell’adulto, che si limita a gestire situazioni particolarmente aggressive, ma in una serie di incontri assertivi tra pari che diventano modello e modellamento.
I bambini e le bambine, nella gestione dei conflitti, si allenano all’uso adeguato delle parole, controllano l’impulsività, ragionano su cause ed effetti dei comportamenti, ascoltano le informazioni, creano idee per azioni e pensieri di cui valutano pro e contro.
L’attivazione ed evoluzione di queste e di altre funzioni cognitive si nota anche quando collaborano a un lavoro in coppia e in gruppo, attivando flessibilità e accordi, che portano a persistere sul compito e a concluderlo.
Anche nelle attività disciplinari migliora la qualità dell’impegno dei singoli e dei gruppi. Il clima è accogliente e il pensiero risulta più libero di applicarsi alle conoscenze.
Le funzioni cognitive, allenate nel Conflict Corner, esprimono al meglio la loro trasversalità e la consegna è più comprensibile. L’ascolto è più attento, il problema può avere più soluzioni anche in matematica, con il contributo facilitante dei compagni, le parole usate e imparate aiutano a scrivere meglio…
Di sicuro non è sempre facile come sembra in queste righe!
Abbiamo bisogno di rimanere sul pezzo, superando la fatica del quotidiano, di rinforzarci e di ripartire con il confronto fra colleghi, con l’aggiornamento, di rimanere entusiasti anche condividendo i nostri successi, ma possiamo dire di essere fortunate perché questo metodo ha contribuito a far diventare la nostra scuola non solo un luogo di trasmissione di conoscenze, ma un ambiente di crescita emotiva e sociale, fondamentale per il benessere dei bambini oggi, e, crediamo, anche dei cittadini di domani.
25 febbraio 2026
Testo tratto dall’articolo “Litigare bene, imparare meglio” di Annalisa Baraldi pubblicato sulla nostra rivista “Conflitti“



