Ho volto scrivere questa lettera per le ragazze e i ragazzi di 15 anni.
Esiste un punto nel corso della vita in cui si capisce che l’infanzia è finita e che inizia un nuovo capitolo. Si tratta di un momento preciso della crescita, esattamente alla fine delle scuole medie e della preadolescenza, di quegli anni che stanno come una terra di mezzo fra l’essere stati piccoli e un altro periodo di cui non si capisce esattamente cosa sarà e cosa succederà.
- Quando succede
- Viaggi e relazioni
- Gioco e lavoro
- Imparate, leggete, condividete
- Konstantinos Kavafis – Itaca
Quando succede?
Questo punto della vita viene incontrato dalle ragazze e dai ragazzi di 15 anni, con una certa differenza fra maschi e femmine, più tardivi i primi. Scatta un clic che fa sentire banale e inutile tutto quello che è avvenuto prima. Il passaggio viene avvertito dai ragazzi di 15 anni con euforia ma anche con apprensione: tenere un piede nell’infanzia non era poi così male. Di fatto in quei pochi mesi si compiono scelte che possono durare una vita intera. Pensando ai ragazzi e alle ragazze di 14 e 15 anni mi è venuto spontaneo scrivere loro una lettera, una missiva pubblica, un promemoria per aiutarli a lasciare definitivamente l’infanzia e guardare avanti con coraggio.
Ragazze e ragazzi di 15 anni, viaggiate e vivete le relazioni.
Iniziate a conoscere i vostri limiti e le vostre risorse nell’avventura del viaggio, nello spostamento per scoprire nuove città, lingue diverse, altre persone. Non perdetevi queste occasioni. Convincete i vostri genitori: non sono capricci e il viaggio conta come andare a scuola. Forse di più.
Ragazze e ragazzi di 15 anni, non isolatevi. Le relazioni aumentano le vostre possibilità. L’indice sociale nel concreto della vita è più importante del quoziente intellettivo. I rapporti che costruite resteranno. Le amicizie potranno perdersi ma avrete imparato a interagire con gli altri, a dare e a prendere, a comunicare e a gestire i tanti conflitti che si creano. Un vantaggio enorme per affrontare le mille sfide che ti aspettano.

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Giocate con i coetanei, lavorate anche se stanca: fa crescere.
Non fatevi fregare. Usare la realtà virtuale è comodo: videogiochi, siti web, contatti anonimi. Ma se ti vi lasciate prendere troppo, vi troverete improvvisamente senza radici stabili, perse/i in un mondo che sembra vero ma che è solo apparenza.
Appena potete, ragazze e ragazzi di 15 anni, appena un’occasione ve lo consente, fate un’esperienza di lavoro, soprattutto d’estate. Non arrivate a 25 anni senza aver mai lavorato. Si impara a farlo da ragazzi. Mettete questa esperienza nel vostro curriculum. Non state ad aspettare che tutte le pedine siano al loro posto. Provateci subito.
Imparate, leggete, condividete
La facilità con cui si impara in questa vostra età non tornerà più. Sfruttate al meglio questo momento. Le lingue, anzitutto. Il nostro caro italiano all’estero serve poco. E poi la musica, lo sport, le competenze tecnologiche, l’affettività e la sessualità. E non snobbate lo studio scolastico. Tutto questo vi resterà per sempre.
L’eccesso di immagini spegne l’immaginazione. Un libro non toglie nulla, aggiunge piuttosto alla fantasia la sensibilità che ci mettete voi, i collegamenti che potete fare con la vostra vita, le mille emozioni che vi incendiano, le mille riflessioni che vi possono venire.
Un futuro migliore dipende anche dalla vostra voglia di esserci, ragazze e ragazzi di 15 anni, quando serve il vostro aiuto, dalla capacità di prendervi cura della città in cui vivete, della natura, degli altri. La solidarietà inizia con voi.
Konstantinos Kavafis – Itaca
Siete all’inizio di un lungo viaggio. Prendete tutto quello che potete. Fate una bella scorta di esperienze.
Le parole del grande poeta greco Konstantinos Kavafis, nella poesia Itaca, sembrano fatte apposta per accompagnarvi:
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
[…] Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre,
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta, più profumi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato un bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Lettera di Daniele Novara (Dicembre 2015)



