All’avvicinarsi delle feste, tra Halloween, Natale e l’Epifania, torna ciclicamente un’annosa questione: è giusto direi ai bambini che Babbo Natale, la Befana e le varie figure allegoriche esistono? O si tratta di menzogne che i bambini e le bambine non meritano?
I bambini non sono piccoli adulti
Chi perora la causa del non “prendersi gioco” dei bambini, spesso estrae dal cilindro vari e dubbi studi di psicologi, come Boyle e McKay, a sostegno dell’idea che raccontare la fiaba di Babbo Natale vuol dire mentire ai propri figli. I quali, quando scopriranno la verità, andranno in crisi e non si fideranno più degli adulti. Ma ci rendiamo conto?
In primo luogo non si capisce sulla base di quale studio siano arrivati a questa bislacca conclusione. A me sembra una provocazione, in linea con la tendenza sempre più diffusa di trattare i bambini come piccoli adulti, in una sorta di anticipazione cognitiva che non dà spazio al sogno, alla magia, al gioco. Ebbene, questo sì che fa male ai piccoli. Li manda in confusione, li spaventa.
Da Babbo Natale a Santa Lucia
Che si tratti di Babbo Natale, figura nordica entrata a far parte di recente anche nella nostra tradizione natalizia, di Santa Lucia o di Santa Claus (figura celebrata in molte province italiane e che, in realtà, si riferisce al vescovo di Myra San Nicola), che invece sono protagonisti di tradizioni molto più antiche, è importante che i bambini possano immergersi nel rito. I piccoli, fino ai 7-8 anni, non hanno la logica degli adulti ma il dono del pensiero magico. Possono parlare con l’amico immaginario, trasformare un bastone in una spada e uno straccio in un mantello. Negare questa dimensione vuol dire negare il pensiero infantile, cancellarlo.

Ma cosa fare quando è proprio tua figlia a chiederti, direttamente: “Ma Babbo Natale esiste davvero?”
Da questa riflessione è nato il corso “Sono veramente bugie? Il pensiero magico dei bambini, come relazionarsi con fantasia e realtà nell’infanzia” che allargando la riflessione al comportamento infantile durante tutto l’anno può aiutarti a comprendere e gestire il pensiero magico dei bambini.
Ti aiuteremo a relazionarti con le interazioni tra fantasia, realtà e magia che avvengono nell’infanzia.
Il pensiero magico può unire
I personaggi come Babbo Natale, che fa il giro del mondo sulla slitta trainata da renne volanti, poi, sono figure salvifiche che rompono lo schema della dicotomia tra il mondo infantile e quello degli adulti: anche mamma e papà partecipano ai preparativi, dall’albero alla paglia per le renne, e nascondono i regali perché il mistero venga preservato. È un momento in cui fantasia e sogno vengono condivisi da tutti. E nessuno, crescendo, si sentirà tradito dai genitori!
Il business dei consumatori piccoli adulti
Senza Babbo Natale, la letterina scritta per tempo, l’attesa e lo stupore, a cosa si riduce il 25 dicembre? A una sbornia consumistica. In cui gli adulti fanno dei regali ai bambini, come se fosse il giorno del compleanno.
È proprio questo ciò che vuole un mercato diventato sempre più aggressivo? E’ per questo che si diffondono bizzarre spiegazioni psicologiche? Peccato che, come ci ricordiamo tutti noi, per un bambino Natale è soprattutto fare l’albero e il presepe con i genitori, preparare i biscotti, attendere Babbo Natale, passare un giorno di festa con parenti e cuginetti: lasciamo tutta la bellezza del pensiero magico ai nostri bambini. Diventeranno adulti più equilibrati, solidi e creativi.
28 ottobre 2026
Testo tratto dall’articolo “Babbo Natale: diciamo ai bambini che esiste” a firma Daniele Novara e uscito precedentemente su Donna Moderna.

