I tasti dolenti sono strutture interiori, condensati emotivi e psicologici, strettamente collegati ai vissuti dell’infanzia.
Appartengono agli strati più intimi della nostra memoria, originati da eventi della vita infantile: non traumi, ma esperienze dolorose per il bambino e la bambina che siamo stati.
Imparare a riconoscerli consente di apprendere profondamente qualcosa di sé e aiuta a collocare i contrasti che viviamo nella giusta prospettiva.
Perché ti serve
Scoprire i propri tasti dolenti consente di far emergere le emozioni personali e sviluppa la capacità di capire e vivere in una dimensione nuova e rigenerata i rapporti relazionali.
“La manutenzione dei tasti dolenti” ti guida nel riconoscere e gestire le tue aree sensibili, trasformandole in opportunità di crescita personale e professionale.
Questo corso fa per te se vuoi acquisire maggiore consapevolezza emotiva, migliorare le relazioni interpersonali, lavorare sulla propria crescita personale.
Ti è mai capitato di
Reagire in modo intenso o esagerato a una piccola provocazione di tuo figlio, come se fosse qualcosa di molto più grave? Spesso non è davvero quello che è successo, ma un “tasto dolente” che si attiva perché collegato a esperienze personali profonde. Con noi imparerai riconoscerlo e a gestire questa reazione con più consapevolezza.
Sentirti ferito/a da una parola o un gesto del partner che ad altri sembrerebbe insignificante? Le nostre reazioni emotive possono nascere da esperienze passate e personali. Scoprire quali sono ti aiuterà a non lasciare che guidino inconsapevolmente le tue relazioni più importanti.
- Giudicare un alunno o una situazione in classe con estrema durezza, mentre i colleghi e le colleghe vedono le cose in modo diverso? Può succedere quando un “tasto dolente” si attiva e guida la reazione senza che ce ne accorgiamo. La soluzione è imparare a riconoscere questi automatismi e gestirli con più lucidità.
- Avere una discussione con il tuo partner che sembra scoppiare dal nulla, senza capirne l’origine? Spesso dietro a certe reazioni c’è un tasto dolente che si attiva. Il corso offre strumenti per riconoscerlo e per gestire il conflitto in modo più costruttivo.
Le iscrizioni sono aperte.
Per informazioni: info@cppp.it oppure 0523498594
Verrà rilasciato un attestato di partecipazione pari a 6 ore.
Il corso è riconosciuto dal MIM. È possibile iscriversi utilizzando anche la Carta del Docente

Gli aspetti unici di questo corso
- Formazione condotta da Daniele Novara: Il corso è guidato direttamente da Daniele Novara, figura di riferimento nel campo della pedagogia italiana, garanzia di professionalità e qualità.
- Esempi concreti: per stimolare l’apprendimento e per mostrarti come ciò che hai imparato può davvero modificare il tuo approccio
- Interazioni continua con i partecipanti: attraverso strumenti di coinvolgimento
- Accessibile e coinvolgente: si svolge online, con contenuti pensati per essere chiari, pratici e subito applicabili nella vita quotidiana.
- Strumenti subito utilizzabili: il corso ti fornirà i migliori strumenti per comprendere subito come riconoscere e affrontare i tuoi Tasti dolenti
Riconoscimenti e valore formativo: attestato di partecipazione e possibilità di iscriversi con la Carta del Docente; corso riconosciuto dal MIM
Chi è Daniele Novara

Daniele Novara è un pedagogista, autore, counselor e formatore.
Ha fondato il CPP di cui è tuttora direttore. Ha elaborato dispositivi, tecniche, metodi e concetti innovativi nati dalla pratica quotidiana del lavoro pedagogico, dell’apprendimento e della gestione dei conflitti e che formano il Metodo Daniele Novara.
Ha introdotto in Italia il Parent Counseling, una pratica innovativa che risponde alle necessità contingenti e concrete dei genitori e che costituisce un aiuto competente per l’educazione dei figli.
Destinatari
Il corso “La manutenzione dei tasti dolenti online” è rivolto a tutte le persone che desiderano lavorare su di sé, comprendere meglio le proprie reazioni emotive e riconoscere quei “tasti dolenti” che, nelle relazioni quotidiane, possono attivare risposte automatiche o conflittuali.
È pensato per chi vuole sviluppare maggiore consapevolezza, migliorare il proprio modo di stare con gli altri e trasformare le difficoltà emotive in un’occasione di crescita personale.

Struttura e metodo
Mercoledì 22 aprile 1° modulo dalle 20.30 alle 22.30
“La natura elusiva dei tasti dolenti”
- Il tasto dolente si nasconde. Usa spesso categorie morali quali la giustizia e la libertà per poter riemergere.
- Resta quasi sempre nascosto tra le pieghe della storia personale, a volte anche della propria genealogia, rendendoci la vita difficile, agendo spesso come un detonatore di una mina sempre pronta a esplodere.
- Disinnescare i tasti dolenti significa riconoscerli come parti di sé a cui non dare il volante della propria vita, pur accettandoli come tracce preziose della propria storia passata.
Mercoledì 29 aprile 2° modulo dalle 20.30 alle 22.30
“L’origine dei tasti dolenti nell’educazione ricevuta”
- Raramente si vive la consapevolezza di aver ricevuto un’educazione e che la stessa ci ha plasmato nei nostri primi anni.
- Poterci confrontare con gli automatismi dell’educazione ricevuta ci porta al cuore profondo dei tasti dolenti, liberandoci dalle incombenze infantili una volta per tutte. Si tratta di riconnettersi col deposito creativo dell’infanzia sviluppando fiducia nelle proprie risorse.
Mercoledì 6 maggio 3° modulo dalle 20.30 alle 22.30
“Liberarsi dalla trappola dei tasti dolenti con una buona gestione del conflitto”
- Stare nei conflitti con la consapevolezza dei propri tasti dolenti vuol dire rendere le contrarietà una possibilità di alfabetizzazione relazionale.
- I conflitti gestiti bene regalano alla nostra vita un nuovo inizio che scioglie le incrostazioni del passato e spinge l’orizzonte della crescita nella ricerca della propria autenticità.

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Domande Frequenti
I tasti dolenti sono condensi emotivi e psicologici, radicati in esperienze dell’infanzia, che permangono nella memoria profonda e si riattivano da adulti in situazioni conflittuali.
Sono “nervi scoperti” o fragilità che, se premuti, generano reazioni emotive sproporzionate, come rabbia, paura o vergogna, influenzando negativamente le relazioni.
Capita spesso di reagire in modo sproporzionato perché, in realtà, non stiamo rispondendo solo a ciò che accade nel presente. Quando qualcuno tocca un nostro tasto dolente, si attiva una memoria emotiva più profonda, legata a vissuti passati.
In quei momenti la reazione sembra eccessiva perché non riguarda solo la situazione attuale, ma qualcosa che dentro di noi è rimasto sensibile, come un nervo scoperto. Comprendere questo meccanismo aiuta a leggere meglio le proprie emozioni e a non restare intrappolati in risposte impulsive.
I tasti dolenti si riconoscono osservando le situazioni in cui ci sentiamo colpiti più del previsto, feriti, arrabbiati o in difficoltà senza riuscire a spiegarlo del tutto. Sono quelle circostanze in cui qualcosa “scatta” dentro di noi.
Fermarsi a riflettere su queste reazioni permette di capire quali temi o esperienze personali vengono riattivati. Quando iniziamo a dare un nome a questi punti sensibili, possiamo imparare a prendercene cura e a vivere le relazioni con maggiore consapevolezza.
I tasti dolenti non sono qualcosa da cancellare o da far sparire, perché fanno parte della nostra storia emotiva. Sono sensibilità profonde che si sono formate nel tempo, spesso a partire da esperienze relazionali significative.
Non si tratta quindi di “difetti”, ma di punti delicati che possono attivarsi.
L’obiettivo non è eliminarli, ma imparare a riconoscerli e a fare una sorta di manutenzione emotiva: quando sappiamo che esistono, diventiamo più capaci di gestirli e di non farci guidare automaticamente da loro.



JENNY CLOZZA –
Grazie di questo corso, a Daniele Novara per la conduzione e a tutto lo staff per l’organizzazione: puntuale, efficiente ed efficace.
Ho trovato davvero illuminante la metafora del “guardare lo specchietto retrovisore per poter fare il sorpasso”, come dire serve guardare al passato, non possiamo negarlo o far finta che sia stato qualcos’altro, ma questo guardare indietro deve essere uno stimolo per affrontare e superare i nostri limiti, ostacoli e difficoltà.
Inoltre anche nella scelta dei punti del decalogo “3 passi indietro più sette passi avanti” devo dire che ne ho scelti due perchè mi riguardavano direttamente, punti deboli sui quali lavorare, ma il “chiedere permesso” l’ho trovato di una verità disarmante, così lampante, che normalmente non la vediamo e per questo entriamo nelle vite degli altri senza “chiedere permesso”. E’ stato un suggerimento davvero davvero speciale, Grazie ancora.
Valentina Giusti –
Il corso è stato interessante e stimolante. Nonostante la modalità online è stato possibile essere coinvolti tramite esercizi che hanno sollecitato uno sguardo intimo.
Mi sarebbe piaciuto che questa parte interattiva, presente in ognuno dei tre appuntamenti, fosse un po’ più ampia, ma probabilmente la modalità online non lo permetteva.
Nel complesso valutazione positiva. Lo consiglio.
Grazia Vulpiani –
Penso che questo corso sia una infarinatura di ciò che molto più approfonditamente si può fare in presenza o acquistando il libro. il lavoro sui tasti dolenti, per me ha la necessità di un tempo più lungo di approfondimento per la quantità di input che arrivano durante le sessioni che ho necessità di masticare, pensare comprendere. Ho trovato molto positiva la possibilità di lavorare attivamente e ascoltare testimonianze reali in diretta. grazie